Dài, diciamocelo subito, non è che serva tutta questa grande conoscenza del web per dare una risposta al quesito, no?
Ad ogni modo, e sempre con la serietà che ci contraddistingue, eccoci qui a dare non solo le risposte, per quanto intuibili o banali che si ritengano, ma anche a snocciolare qualche numero a supporto di quanto stiamo per raccontarvi. Questa volta partiamo da lontano 😉

Già molti anni fa, i più grandi studiosi di internet e fenomeni di massa ci avevano anticipato che, man mano che i mobile device sarebbero diventati più diffusi, il numero di persone che si sarebbero collegate al web la quantità di traffico di dati che avviene tramite questi dispositivi avrebbe raggiunto e superato quella delle postazioni fisse, ovvero i pc di casa e ufficio. Questo quando ancora gli smartphone si chiamavano telefonini. Ricordate? Eravamo agli inizi del secolo.

 

Il futuro in ogni tasca

All’epoca, per chi era in età della ragione, questo traguardo sembrava una cosa impossibile o comunque molto in là nel tempo, perchè nessuno avrebbe immaginato come, nel giro di qualche anno, tutti (e dico davvero tutti, dagli 11 anni in su) avremmo avuto in tasca un dispositivo in grado di fare praticamente qualsiasi cosa, tranne forse il caffè o la pastasciutta. E dietro a questa diffusione capillare di tecnologia da taschino è cresciuta la fame di connettività, perchè nessuno oggigiorno può vivere tranquillamente senza ricevere gli avvisi del meteo in tempo reale, senza sbirciare voyeristicamente nel profilo Facebook di amici e conoscenti, senza chattare su Whatsapp con familiari e amici magari salutati 5 minuti fa di persona.

Per carità, ci sono anche moltissime app indispensabili, la maggior parte delle quali nemmeno trovano posto negli store, perchè si tratta di applicazioni che sorreggono l’attività di aziende nei più disparati settori. Ci sono applicazioni per la gestione delle reti vendite, per il supporto al personale addetto al controllo di impianti e apparecchiature, per la logistica, per la gestione di dati clinici (solo per fare degli esempi) che “girano” su mobile device e che permettono di ottimizzare i tempi, abolire sprechi, integrare informazioni, gestire clienti e fornitori, risolvere emergenze, etc.

 

Il sorpasso del 2014

Numero di utenti globali in base a device

Come si vede dal grafico qui sopra riportato (comScore, fonte Morgan Stanley), il numero di utenti globali che utilizza dispositivi mobili (mobile) rispetto a postazioni fisse (desktop) ha effettuato il “sorpasso” ancora agli inizi del 2014 ed è tuttora in crescita costante e continua.

Le previsioni di inizio secolo si sono quindi avverate in un decennio: ma come facevamo quando l’iPhone non c’era?

 

Mobile internet trends

Infatti oggi ci sembra impossibile (e per certi versi lo è) riuscire a vivere senza queste “mattonelle tecnologiche” in tasca. Ne è dimostrazione questa infografica di eMarketer che ci racconta di come le nostre abitudini siano radicalmente cambiate negli ultimi 7-8 anni: non solo, quindi, il numero di persone (adulti) che utilizza dispositivi mobili è superiore a quello dei fissi, bensì anche il tempo che spendiamo nella navigazione sul web tramite i nostri device mobili è in crescita esponenziale.

E’ peraltro degno di nota osservare che, in rapporto, non c’è stato un significativo calo del tempo di utilizzo delle piattaforme fisse, da cui si ricava che la tecnologia è sempre più invasiva e pervasiva. Ma questo semmai è tema per sociologi e antropologi.

 

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Sta di fatto che oggi, quando abbiamo necessità di cercare un ristorante o una pizzeria dove trascorrere una serata in dolce compagnia o con gli amici, mettiamo la mano in tasca, apriamo l’app dedicata o il browser preferito del nostro smartphone e digitiamo (su Google) le parole chiave della nostra ricerca, e… tah dah! Dopo pochi secondi appare la lista dei luoghi che farebbero al caso nostro. Tappiamo sul primo o sul secondo della lista e consultiamo quanto ci viene proposto, il tutto nel giro di meno di 10 secondi.

 

Giocarsi il cliente prima ancora che legga il menù

E qui sta il nocciolo della questione: se il sito che abbiamo richiamato dalla lista di Google non appare entro un paio di secondi o se il layout del sito non è responsive – ovvero non consente la corretta visualizzazione sul dispositivo mobile – fermiamo la navigazione, tappiamo su “back” e passiamo al successivo nella lista dei risultati. Non fai così anche tu?

Ecco quindi la necessità di dotarsi di uno strumento di comunicazione che eviti di farci perdere potenziali clienti. Oggi come oggi, quando si affronta la costruzione di un nuovo sito per la propria attività, non si può prescindere dal layout responsive, così come non si può mettere in secondo piano la velocità di risposta. Ovviamente qui entrano in gioco la professionalità e la capacità del team di sviluppo, dei graphic designer e di tutte le figure professionali che concorreranno alla costruzione del sito: affidarsi al cugino dell’amico o al ragazzo di tua figlia che si sono improvvisati webmaster non è certo una soluzione consigliabile, se si desidera ottenere tangibili risultati dal proprio investimento.

In più, se il sito non è responsive ottiene un ranking inferiore da parte di Google, vale a dire che sarà molto più difficile apparire nei risultati della prima pagina del motore di ricerca. Insomma, se vuoi farti trovare facilmente, il sito deve essere responsive!

Ma… costa di più fare un sito veloce e responsive? Se guardiamo solo alla cifra nuda e cruda ti potrebbe sembrare di sì. In realtà un sito veloce e responsive ti fa risparmiare, perchè un sito fatto a regola d’arte può convertire la visita di un utente in una nuovo cliente, mentre un sito fatto male lo allontana quasi definitivamente, e di conseguenza sarà poi necessario spendere altri quattrini per andare a recuperarlo, o a cercarne altri.

 

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