Fin dai tempi dei primi siti sul web ci si è resi conto di quanto la piattaforma online fosse immensamente più potente in termini di verifica dell’andamento delle campagne di marketing rispetto ai media tradizionali.

Infatti, un investimento pubblicitario mediante le forme tradizionali – ad es. carta stampata (giornali, locandine, volantini) o radio-televisiva (spot) – non offre una diagnostica puntuale al fine di verificarne il ritorno, dal momento che è possibile desumere i risultati solo leggendo un macro-dato statistico.

Altro fattore importantissimo di cui tener conto è la “targetizzazione” del pubblico: mentre i media tradizionali consentono di raggiungere un pubblico abbastanza mirato ma ancora eterogeneo, il web marketing ha a disposizione raffinati strumenti che consentono di selezionare con precisione il pubblico (target) a cui è destinato il messaggio pubblicitario, non solo individuando gusti, preferenze e abitudini, ma anche distinguendo per fasce d’età, sesso, zone geografiche, etc.

L’avvento del web –  in particolare i social network – ha cambiato radicalmente le modalità di creazione di una campagna pubblicitaria, dal momento che non solo è possibile selezionare con precisione il target, ma anche di monitorare con estrema precisione ciò che la campagna ha generato in termini di raggiungimento del target, risposta percentuale, conversione dei risultati, etc.

Ma come posso sapere se la mia campagna pubblicitaria ha generato un incremento di traffico di visitatori sul mio sito web? E come è possibile sapere quali sono le pagine (e quindi gli argomenti, i prodotti, i servizi) che destano più interesse al mio pubblico? Cosa succede quando ho catturato l’interesse di un potenziale cliente che visita il mio sito?

A questo proposito esistono svariati strumenti per l’ analisi del traffico sul proprio sito web. Il più diffuso, completo, sofisticato e totalmente gratuito, è Google Analytics, il quale mi permette di sapere:

  • Quanti visitatori il mio sito sta avendo in tempo reale, e ha avuto, in termini storici
  • Chi ha visitato il sito di recente e quanti di questi sono visitatori unici o di ritorno
  • Quanto spesso i visitatori tornano sul mio sito
  • Come i visitatori hanno raggiunto il mio sito (visitatori diretti, oppure da quale sito, da quale messaggio pubblicitario, da quale link, da quale social network, da quale messaggio email…)
  • Quali altri siti stanno generando traffico verso il mio
  • Da quale nazione/regione i visitatori entrano nel sito
  • Quali pagine sono le più viste
  • Come il mio sito si posiziona nei social network (quanti Like ottiene su FB, quanti 1+ su GooglePlus, quanti tweet su Twitter…)
  • Qual è la frequenza di rimbalzo, cioè il numero di visitatori che entrano in una pagina e “scappano” subito dopo
  • Il tempo medio di permanenza nel sito
  • Quale device (apparecchi fissi o mobili), sistema operativo (Windows, MacOS, Linux, Android, iOS…) browser (Chrome, Firefox, Edge, IE, Opera…) i visitatori usano per navigare nel sito

A queste funzioni di base si aggiunge una pletora di altre funzioni più sofisticate e via via più complesse e dettagliate, di cui magari parleremo in futuro. Se non hai mai approcciato l’analisi del traffico sul tuo sito, ti consiglio di prendere dimestichezza con Google Analytics semplicemente verificando i parametri sopra riportati, cercando di capire quali fattori influenzano il visitatore, quali sono gli argomenti più cliccati, da dove provengono e chi sono i visitatori. Fatto questo, dovrai verificare se ciò che ottieni dal tuo sito, in termini di target e traffico, è strategico per il tuo business o ai fini della divulgazione della tua proposta comunicativa: raggiungo il mio pubblico e quindi sono in target? Come viene recepita la mia proposta? Ottengo richieste di informazioni? Ottengo proposte commerciali?

 

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